Matteo Uggeri
Il confine.
Progetto di un sistema multimediale per lo sviluppo della creatività musicale attraverso la gestualità grafica, con applicazioni dal e nel campo della cura psichiatrica e dell'istruzione.
 
     
 

Il progetto è definibile come un sistema multimediale sia perché è un complesso intreccio di ricerche svolte in diversi campi, sia perché oggi nella progettazione è necessario sempre fare riferimento a tutto ciò con cui l’oggetto in questione entra in contatto e si relaziona. Non si tratta quindi solo di un software, bensì di un modo di interagire tra l’uomo e la macchina, all’interno delle possibilità tecnologiche e delle strutture sociali e culturali.

“Lo sviluppo della creatività musicale attraverso la gestualità grafica” è l’obiettivo che tale sistema dovrebbe cercare di raggiungere, nel senso che la meta che si è cercato di tenere presente è quella di fornire agli utenti un prodotto maieutico, che avesse un importante valore aggiunto rispetto a ciò che esiste oggi. IL CONFINE non dovrebbe essere solo un programma per disegnare, né per suonare soltanto; esso deve invogliare e stimolare l’utente a esprimersi, a comunicare e fare qualcosa di nuovo. Perciò si parla di sviluppare la creatività musicale attraverso la gestualità grafica, componente del nostro modo di esprimersi che tutti noi sperimentiamo certo più spesso e diffusamente che suonare. Il titolo del lavoro è volutamente criptico, ma soprattutto ambiguo, e come tale dovrebbe stimolare almeno una breve riflessione su ciò che rappresenta, è, o nasconde. Il confine di cui si parla è sfumato, difficile da stabilire, e i labili confini sui quali si basa questa tesi sono quelli tra suono e immagine, tra matti e normali, tra utile e dannoso, tra musica e rumore, tra arte e scarabocchi e sono forse innumerevoli anch’essi, come i significati attribuibili al termine confine. La progettazione, se vuole essere davvero sistemica, sinestetica e multimediale, dovrebbe affrontare più direttamente, più spesso e più da vicino le questioni relative ai suoni e agli effetti di senso veicolabili attraverso essi. Trovo che il silenzio e la solitudine siano cose che si apprezzano solo dopo aver conosciuto il piacere della musica e della compagnia.

 
Relatore Francesco Morace
Corelatore/i Riccardo Bianco, Susanna Guarnerio
Ateneo e Facoltà Politecnico di Milano, Facoltà del Design
Corso di laurea Disegno Industriale
Anno accademico 1998/1999
Data di discussione 18/07/1999
Commenti ----
Indirizzo e-mail hue@moriremotutti.com
 


Indice
(doc/zip 13 KB)

Introduzione
(doc/zip 7 KB)

Bibliografia
(doc/zip 39 KB)



Figura 1