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Indagando
sul rapporto pittura-museo-non vedente, si
è puntata la ricerca verso la realizzazione
di un ausilio mediante il quale permettere
la "visualizzazione" di un'opera
d'arte visiva da parte di fruitori non vedenti
educati alla percezione tattile e all’interpretazione
delle forme, all’interno di spazi museali.
Ogni individuo, di qualunque estrazione sociale
e culturale egli sia, che sia egli abile o
disabile, è degno di eguale rispetto
e ha il completo diritto a usufruire di ogni
tipo di comunicazione accessibile. Un non
vedente non potrà mai avere conoscenza
della luce e del colore, caratteristiche peculiari
di una creazione pittorica, ma potrà
partecipare all’interpretazione
dell'opera grazie al tatto, con le
sue capacità di riconoscimento formale
e spaziale e grazie all’udito,
che gli permette di acquisire descrizioni
verbali relative all’opera stessa.
Perché un’opera pittorica diventi
tattilmente accessibile a un non vedente,
essa deve essere analizzata in ogni sua parte
e “tradotta” in termini puramente
plastici e scultorei: traduzione che andrà
a modificarne la struttura puramente visuale
ma che le permetterà di portarsi oltre
i confini del visivo.
Partendo dai medesimi elementi base utilizzati
da esemplari sistemi di traduzione plastica
- capacità discriminatorie del tatto,
corrispondenza immagine visiva/immagine bidimensionale
a rilievo e capacità descrittive del
codice verbale - si è giunti alla formulazione
di uno strumento digitale portatile
mediante il quale proporre un’ulteriore
e diversa via d’accesso all’opera
d’arte pittorica.
L’opera passa attraverso il veicolo
digitale per essere presentata al suo fruitore/cultore
come elemento comunicativo “flessibile”
alle sue esigenze di lettura.
L’opera subisce perciò un’ulteriore
manipolazione, per essere proposta come analitica
espressione di sé. Si immagini allora
un non vedente nella sala di un museo, libero
di scegliere l’opera pittorica da vedere,
ascoltare, toccare, magari accanto a un suo
compagno vedente che allo stesso tempo contempla
la medesima opera, esposta per essere ammirata,
contemplata, interpretata.
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