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Il progetto è un viaggio all’interno del trittico del 1911 “Stati d’Animo - versione I” di Umberto Boccioni, conservato presso il Museo del Novecento di Milano e composto dalle opere “Gli Addii”, “Quelli che vanno” e “Quelli che restano”. Lo scopo è immergere lo spettatore negli scenari dipinti, tramite una ricostruzione sonora dei luoghi in cui sono ambientati e un’esplorazione visiva dei tratti e delle texture che li compongono, supportata da una serie di artefatti tattili che aiutano a comprenderne la matericità. In particolare, questi consistono in una riproduzione dei tratti di colore delle tre opere, incisi in quadrati di stucco, così da permettere la comprensione delle linee di forza che movimentano i quadri anche senza doverli vedere.

L’immagine è un dettaglio del quadro “Gli Addii” e ritrae il momento della partenza all’interno di una stazione ferroviaria: in mezzo alla confusione una coppia si abbraccia, in procinto di salutarsi per l’ultima volta.“Quelli che vanno” è la prospettiva di chi parte, dal finestrino del treno in corsa. Il paesaggio si scompone in un fiume di dinamici tratti obliqui, tra cui, in lontananza, emergono delle case.In “Quelli che restano”, dopo l’addio, la banchina appare come un luogo opprimente e stagnante, popolato soltanto dalle figure cupe e pesanti di coloro che restano, sole con la loro tristezza.Gli artefatti fisici sono riproduzioni tattili a partire dalle pennellate di Boccioni delle linee di forza, sinuose, oblique e verticali che compongono i tre quadri. Ogni quadro ha infatti una precisa direzione dei tratti, che già da sola trasmette lo stato d’animo raccontato in quell’opera. Le tavole tattili sono realizzate attraverso mattonelle in stucco.Questo dettaglio dell’artefatto fisico ispirato al quadro “Gli Addii” mette in evidenza il legame tra artefatto audiovisivo e fisico: la matericità della pennellata e la direzionalità. Lo spessore degli incavi permette una fruizione ergonomica in modo da percepire il dinamismo che la tecnica divisionista restituisce sulla tela.

Studenti: Simone Cerea, Andrea Corsini, Giuseppe Defilippis, Stefano Gubiolo, Barbara Mazzina